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laboratorio alchemico

io che ho per patria il mondo come i pesci il mare … (Dante Alighieri)

articoli recenti

il tempo in Leopardi

Lo Zibaldone leopardiano presenta molte riflessioni su quella che chiamerei la grande distesa del tempo. Da una parte, il tempo viene definito mero “accidente” delle cose la cui esistenza non tocca la profondità dell’essere. Dall’altro, lo spessore del tempo è vissuto nella pienezza della sua incombente politicità, e quindi come tema etico. Un tema daContinua a leggere “il tempo in Leopardi”

il dire dei mistici

In ogni epoca i mistici delle tre religioni del Libro hanno cantato l’eccesso di tenebra che si sprigiona in ogni teofania. L’immensità della Luce è oscurità, accecamento. La coincidenza degli opposti, che vale a livello di esperienza interiore, si riverbera nel linguaggio del mistico. Il suo “dire” è un balbettare tremolante, un incedere verso ilContinua a leggere “il dire dei mistici”

l’esperienza poetica del limite

I limiti del mio linguaggio coincidono con i confini del mio mondo, afferma Wittgenstein nel “Tractatus logico-philosophicus” riecheggiando il celebre incipit de “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer. Impossibile affermare alcunché su ciò che sta “oltre” quei confini, ammesso che esista un “oltre”. Ma Wittgenstein non si ferma a una tradizionale confutazione dellaContinua a leggere “l’esperienza poetica del limite”

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